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Chi si lamenta e razzola male.

04/07/2011

Uno degli argomenti più comuni, quando si fa conversazione, è la crisi economica che di questi tempi attanaglia praticamente tutti i settori produttivi del nostro paese (e non solo). Da imprenditore, ovviamente, anch’io mi interrogo su quelle che possono essere le soluzioni per uscire da questo brutto periodo. Come me, molte altre persone a capo di una qualsiasi attività imprenditoriale cercano e studiano le migliori strategie per ricavarsi il proprio spazio nel mercato.

Si sa che la gente, noi tutti in generale, abbiamo meno soldi da spendere e ponderiamo per bene le nostre scelte relative le spese da fare. E questo è un fatto che un imprenditore dovrebbe ben tenere a mente in ogni momento agendo di conseguenza.

Voglio raccontarvi un fatto significativo che mi è successo una decina di giorni fa.

Anagraficamente ho una certa età (vicino ai cinquanta), ma, nonostante qualche acciacco muscolare, difficilmente rinuncio alla partita di calcio o calcetto del venerdì sera. Chiaramente nulla di assolutamente competitivo. Solo il pretesto per una serata di divertimento insieme ad amici. E vi assicuro che mentalmente ne traggo un grande beneficio (anche se il giorno dopo sono letteralmente bloccato da vari problemi muscolari).

Il ritrovo è sempre verso le 21,00 e si va avanti a giocare per un paio d’ore. Una doccia e poi, di solito, ci si sposta in pizzeria per mangiare qualcosa e soprattutto per continuare la serata in allegria.

Dall’inizio dell’estate abbiamo iniziato a giocare le nostre partite in un paesino della sperduta Bassa Padovana, nel campetto parrocchiale di una frazione sperduta in mezzo alla campagna. Vicino la chiesa c’è l’unica pizzeria del paese, che vive le sue serate migliori di sabato e domenica. Già dalle prime uscite abbiamo preso a frequentare questo locale prendendo posto, quasi sempre, sotto la tenda del gazebo all’esterno. Arrivando verso le 23,30 il più delle volte siamo gli unici clienti di tutto il locale. Lo spirito allegro della compagnia porta velocemente a fare amicizia con i titolari dei locali dove ci portiamo per finire la serata.

Voglio precisare che, dicendo spirito allegro della compagnia, non intendo certo una banda di casinisti che infastidisce chi è loro vicino. Non siamo certo i tipi da infastidire qualcuno.

Comunque sia, il feeling con i gestori di questo locale non è mai scattato. Spegnerci le luci a mezzanotte e mezzo è il velato segnale che desiderano chiudere il locale.

Come dicevo, spesso ci siamo trovati unici avventori ed è capitato, qualche volta, di non poter non ascoltare il gestore parlare con i propri aiutanti e prendersela di petto con i cinesi, i marocchini, i tunisini, i terroni in genere, e chi più ne ha più ne metta, causa principale del malessere economico dalla laboriosa gente del nord!

Una decina di giorni fa, l’ultima volta che siamo stati in questo locale, eravamo in quattro e dal conto avanzavano un paio di euro. Forti del fatto che ogni venerdì era ormai diventata abitudine la pizza in quel locale, il più intraprendente del tavolo, ha chiesto alla ragazza che era venuta a prendere i soldi del conto “Chiedi al padrone se tenendo il resto ci offre un limoncino” Da fuori abbiamo chiaramente sentito il gestore dire “Se vogliono qualcosa che vengano qua al banco con i soldi in mano” al che la ragazza ha risposto “No, no… io non ci vado” (parliamo di una ragazzina di non più di 16 anni e, tra parentesi, di ragazze nuove ne abbiamo viste passare almeno 3 o 4 nel giro di un paio di mesi).

Mentre Simone (che aveva fatto la richiesta dei limoncini) sottovoce ogni tanto ripete “Mi sa che qui non ci offrono niente…” esce e viene verso il nostro tavolo il gestore. Senza pronunciare una sola sillaba appoggia sul tavolo lo scontrino con il resto esatto del conto. Rientra e spegne le luci esterne.

Noi ci siamo guardati e più stupiti che divertiti, ci siamo alzati da quella che è stata la nostra ultima pizza in quel locale e una volta arrivati alle auto non sapevamo se ridere o sentirci avviliti, tanto ci aveva sorpreso quell’atteggiamento.

Tutto questo per dire: ma la causa del locale semivuoto di questo signore, sono effettivamente i cinesi, i marocchini, i tunisini, i terroni? Che senso ha pubblicizzare il proprio locale con cartellonistica stradale, opuscoli e annunci radiofonici se poi i clienti sono trattati in questo modo?

Ovviamente questo è un pianeta diverso da quello che si propone di essere Styledesign. Anzi, una galassia diversa…

Con il prossimo articolo parleremo di questo: Ma il cliente ha sempre ragione?

Ogni vostro intervento sarà graditissimo.

Un cordiale saluto

Franco

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