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Il lavoro che gratifica

12/02/2012



Si potrebbe teorizzare questo concetto: tutte le azioni umane sono mosse dalla ricerca di gratificazione.

Consideriamo un senso molto ampio del termine “gratificazione”. In questo modo la nostra teoria non farà una piega.

Il primo tipo di gratificazione che viene in mente è quella economica. La nostra società, e di conseguenza le nostre azioni, mirano indefessamente alla gratificazione economica. Questo vale per una percentuale di popolazione altissima, anche se non per tutti. I modi per raggiungere queste gratificazioni sono molti. Leciti ed illeciti.

La più comune ricerca della gratificazione economica è quella rappresentata dallo svolgimento di un lavoro.

Chi ama e si applica nel proprio lavoro ha il vantaggio di aggiungere alla gratificazione economica quella professionale.

Ma, se vogliamo distogliere il discorso dall’ambito lavorativo, possiamo sostenere la nostra tesi anche per altre situazioni. Lo studente insegue la gratificazione della conoscenza e di una bella votazione. La mamma che accudisce il proprio bambino è appagata dalla gratificazione data dai progressi e dall’affetto del proprio figlio. Gli innamorati ottengono una gratificazione dal sentimento dato e ricambiato dalla persona amata. Chi fa volontariato viene gratificato dalla consapevolezza di essere utile con le proprie azioni a persone che apprezzano il loro operato.

Io credo che più grande è lo sforzo e il sacrificio, più grande sarà la gratificazione. Penso, ad esempio, a Madre Teresa di Calcutta. Penso a tutto il bene che ha profuso a piene mani, ai suoi sacrifici, al suo donarsi senza risparmio. La sua gratificazione, insuperabile, è stata quella di avere la riconoscenza e l’amore di tutte le persone che l’hanno conosciuta.

Ovviamente, tutti noi cerchiamo gratificazioni su più fronti. Essere gratificati sul lavoro non esclude di avere un rapporto sentimentale, fare volontariato o essere utili ad altre persone. Chi è impegnato su più fronti ha maggiori possibilità di sentirsi realizzato.

Per tornare al mero ambito lavorativo, ritengo una grandissima gratificazione l’esternazione di un complimento da parte di un cliente soddisfatto. Per me è più importante dell’aspetto economico. Mi riempie di gioia sapere che una persona apprezza un mobile progettato e costruito passaggio dopo passaggio, quasi plasmato, curato e rifinito con le mie mani. Sapere che quel mobile sarà presente nel quotidiano di un’altra persona, suo compagno di tante situazioni, utile per molti aspetti, mi riempie di orgoglio.

Quando un cliente soddisfatto ci fa l’onore di mandarci una e-mail di ringraziamento ed apprezzamento così, senza nessun altro motivo che quello di manifestare la sua soddisfazione, ebbene, questo è per me uno dei più bei momenti del mio lavoro.

Ecco: ho capito che ponendomi questo tipo di gratificazione come traguardo del mio lavoro tutto il resto viene di conseguenza. E, per fare questo non esiste alcun segreto: basta avere la volontà e la determinazione a lavorare bene e con amore. Poi, le gratificazioni vengono da sole.

Un cordiale saluto

Franco
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