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Mobili ed ecologia

22/01/2012

Ricordo che da bambino, quando frequentavo la scuola elementare, il mio maestro ci assegnava lo svolgimento di un tema che ci invitava a scrivere sull’argomento dell’inquinamento.



Giuro che era uno dei pochi casi in cui mi trovavo in imbarazzo davanti allo svolgimento di un tema.

Per me, il problema dell’inquinamento era una cosa totalmente astratta, senza alcun riscontro nella realtà del mio paesino di campagna. Qui, l’orizzonte non andava mai oltre i cinquanta metri per la densità di vegetazione presente. La maggior parte delle strade non era asfaltata (non era una grande priorità, data la scarsità di auto che transitavano e, quando accadeva, il segno più evidente del loro passaggio era il polverone che alzavano).

La mia difficoltà, quindi, derivava dal fatto che non avevo un riscontro diretto di un problema che cercavo di mettere a fuoco grazie a qualche foto sgranata del libro di testo raffigurante la ciminiera fumante di uno stabilimento industriale.

Il maestro ci spiegava che l’inquinamento delle fabbriche avrebbe causato un peggioramento dell’aria che respiravamo, che la pescosità dei nostri canali sarebbe diminuita, che il mare sarebbe stato più sporco… ma di certo non si parlava di buco nello strato di ozono, del cambiamento climatico con incremento di fenomeni meteorologici estremi con relative inondazioni e distruzioni, di polveri sottili, di nevicate dovute all’inquinamento piuttosto che al naturale fenomeno meteorologico… Seveso era ancora un paese tranquillo e in varie parti d’Italia si produceva a pieno ritmo una quantità incredibile di Eternit, la copertura a base di amianto comoda, pratica ed economica.

Da qualche tempo abbiamo iniziato a scontare tutte le offese fatte all’ambiente. Abbiamo solo iniziato, purtroppo. Per questo è importante prendere coscienza che è urgente “mettersi in riga”.

Come quando si smette di fumare. Dicono che, da quando si smette di fumare, servono dai cinque ai dieci anni per tornare ad avere un organismo da non fumatore.

Dobbiamo smettere di fumare. Subito. E tutti lo devono fare. Soprattutto devono prendere coscienza del problema le macroeconomie di oggi, quelle che hanno avuto negli ultimi anni una crescita smisurata ed incontrollata. Mi riferisco a Cina, India, Brasile e ai Paesi emergenti in generale. Ricordate la cappa di smog che avvolge Pechino vista in occasione degli ultimi giochi olimpici? Il 10 gennaio scorso sono stati soppressi o spostati ben 150 decolli dall’aeroporto di questa città a causa della cappa di inquinamento.

È importante capire che tutti dobbiamo fare la nostra parte. Per quanto ci riguarda, Styledesign concentra la propria attività su mobili costruiti con legni provenienti da coltivazioni. Vale a dire che gli alberi usati per la costruzione dei mobili sono stati piantati appositamente per questo uso e che, per quelli che vengono tagliati, ne vengono messi a dimora minimo altrettanti. Le vernici usate sono a base d’acqua, senza esalazioni e componenti chimici dannosi per la salute. Sono prodotti certificati e provenienti da aziende certificate, vale a dire che, anche per la loro produzione non viene arrecato danno all’ambiente.

La nostra azienda, come tante altre, è sottoposta a periodici controlli in fatto di rispetto delle normative a tutela di sicurezza e rispetto ambientale. Ma perché, allora, viene permessa la libera vendita di mobili privi di qualsiasi certificazione, provenienti dai paesi asiatici dove è risaputo che si produce nel pieno disprezzo della tutela ambientale ed umana? Non è questo un colossale controsenso? Perché si permette l’importazione e la vendita di questi prodotti? Capisco che ci possono essere grandi interessi che frenano e rendono impraticabili certi divieti (che so, ad esempio l’apertura di una concessionaria della Ferrari a Pechino…) ma sarebbe opportuno anteporre certe priorità universali all’interesse di pochi.



Ognuno faccia la sua parte. Noi la faremo. I nostri mobili saranno sempre costruiti con materiali garantiti per provenienza e tranquillamente riciclabili al termine del loro ciclo di vita (sapete quanto dannoso può essere il pellets ricavato dalla macinazione di mobili dismessi e trattati con tinte dai componenti chimici dannosi?).

Il nostro impegno è quello di farvi trovare su Styledesign sempre e solo mobili “ecologicamente corretti”.

Ve lo prometto e ci metto il nome

Un cordiale saluto da Franco
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