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Ritrovare una dimensione umana

15/04/2012

Sabato scorso, durante una partita di calcio ha perso la vita un calciatore di 25 anni. In campo, davanti agli spettatori presenti e ripreso da molte televisioni.

In seguito a questo, tutto il calcio, in Italia si è fermato in segno di rispetto.

Io avevo approfittato di un viaggio a Milano per assistere alla partita che si doveva giocare nel pomeriggio a San Siro.



I giocatori erano scesi in campo da pochi minuti per il riscaldamento quando è giunto l’annuncio che la partita non si sarebbe giocata. Nel frastuono dello stadio non si è capito subito il motivo di ciò e quando i giocatori sono rientrati negli spogliatoi, tra gli spettatori c’è stato un po’ di smarrimento. Poco dopo l’annuncio è stato ripetuto ed è stato chiaro anche il motivo della decisione.

Giusto? Non giusto?

Quante altre persone muoiono, magari durante il lavoro o sulle strade e nessuno ci fa caso? Questa potrebbe essere una considerazione abbastanza superficiale da parte di qualcuno…

È vero che in tanti casi avvengono tragedie analoghe a quella accaduta a Pescara e tutto passa nell’indifferenza generale. Però, se ci facciamo prendere la mano da questo tipo di considerazioni dove sarà recuperata un po’ di umanità? Ho letto da qualche parte una motivazione che trovo certamente appropriata. A chi avrebbe preferito che si fosse giocato normalmente va fatto notare che proprio il fatto di anteporre lo svolgimento di un GIOCO alla tragedia di un ragazzo di 25 anni, stride enormemente con una logica di pur minima umanità.

Quindi, a chi, come me, ha fatto centinaia di chilometri per vedere una partita che poi non si è disputata dico: prendiamo questo nostro piccolo disagio come un segno di rispetto per la tragedia di quel giovane calciatore coltivando così l’orticello della nostra coscienza.

Mentre guidavo, tornando a casa, sull’autostrada bagnata dalla pioggia, stavo pensavo al valore della vita quando un folle mi ha superato sulla destra a tutta velocità. Poi, ha superato a sinistra l’auto che mi precedeva e poi a destra quella ancora più avanti e, fino a quando non l’ho perso di vista ha continuato a superare zigzagando pericolosamente le altre auto. Ecco qual è il valore della vita per certe persone.

Ho stretto il volante tra le mani, ho dato un’occhiata allo specchietto per controllare che mia moglie e mio figlio dormendo nei sedili posteriori non si fossero accorti di nulla ed ho continuato a guidare con prudenza fino a casa.

Un cordiale saluto

Franco
#emozioni #tifo