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Il mio amico Luca (parte prima)

13/01/2013

L’amicizia è una cosa che nelle varie fasi della vita di una persona assume diverse sfaccettature.

Si inizia con gli amichetti della scuola materna per proseguire con quelli che caratterizzano la scuola dell’obbligo.

Poi, in molti casi, le strade si dividono, si frequentano scuole diverse e si fanno nuove amicizie. Si inizia ad uscire e si conoscono nuove persone con le quali è possibile stringere un rapporto di amicizia.

Molte volte bastano pochi anni di “non frequentazione” per raffreddare anche grandi (o presunte tali) amicizie. Ecco che il ritrovarsi, magari in occasione delle immancabili feste di classe, si tramuta spesso in un malinconico ripercorrere i tempi andati e nulla più. Anzi, se qualcosa emerge da queste occasioni si tratta quasi sempre di un confronto con le rispettive posizioni sociali raggiunte e con le immancabili e maligne chiacchiere su chi è stato più sfortunato ed ha mancato la scalata sociale.

Queste situazioni sono, di solito, caratterizzate dal racconto di vacanze e viaggi esclusivi, di frequentazioni di locali rinomati e prestazioni delle proprie auto . la maggior parte delle volte con completa documentazione fotografica. Il dopo cena di queste riunioni di classe si svolge con lo sfoglio di foto che ritraggono persone sconosciute in luoghi esotici. E questo, con l’amicizia, ha poco a che fare.

Ma veniamo al mio amico Luca. Ci conosciamo fin dai tempi della scuola materna e abbiamo fatto le elementari e le medie insieme. Tutto questo all’insegna di una infanzia tranquilla in un tranquillo paese della bassa provincia di Padova. Neanche 3000 abitanti e un’automobile ogni 6 o 7 famiglie.

Luca figlio unico di una famiglia agiata con i genitori titolari di un laboratorio di maglieria, io quarto figlio di una famiglia con padre operaio muratore e madre operaia agricola. Ma quando si è piccoli la differenza sociale non è un fatto prioritario. Certo, io ricordo di aver invidiato i miei coetanei più fortunati di me che potevano indossare capi propri e non quelli dismessi dai fratelli maggiori, o che potevano permettersi di cambiare le scarpe quando si rompevano. La mia infanzia è stata caratterizzata da vestiti dismessi, rattoppati e scarpe aggiustate. Ma, come ripeto, questo era marginale, o forse, proprio questo mi dava la forza per cercare di eccellere nello studio, perché la conoscenza si fa trovare da chi la cerca, al di là della condizione sociale. Sono certo che, negli anni della scuola dell’obbligo, una differenza sostanziale tra me e Luca è stata principalmente la spinta alla voglia di eccellere.

Ma perché voglio raccontare di questo? Per quanto interessante sia la storia di un’amicizia, che attinenza ci può essere in un blog legato ad un negozio di mobili on line?

Beh… ne ha! Tra non molto partirà un'iniziativa che cambierà faccia a Styledesign. Una iniziativa che affonda le sue radici anche e soprattutto nella mia amicizia con Luca.

Lo scopriremo un po’ alla volta, accompagnando questa scoperta ad alcuni aneddoti gustosi riguardanti la mia amicizia con Luca.
#amicizia #emozioni #solidarietà #styledesign