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Ecologia, risparmio e pubblicità

05/01/2014

Ma per andare al supermercato serve la patente?



In occasione dell'acquisto di liquori, sigarette, o per giochi e scommesse riservati ai maggiorenni un gestore ligio alle regole, dovrebbe richiedere un documento ai propri clienti.

Ma potrebbe anche capitare che acquistando una lampadina al supermercato vi venga richiesta una attestazione di idoneità all'uso del computer.

Assurdo? Non proprio. Andiamo per ordine.

Qualche giorno fa ho avuto modo di raccontare come la semplice rottura di una lampadina a risparmio energetico con le sue esalazioni di gas di mercurio, mi abbia costretto ad aerare in modo drastico tutta la casa. Allarmato dalla scoperta fatta, ovvero la pericolosità di questo tipo di lampadine, sono andato a verificare l'etichetta di questi prodotti di cui, grazie ad una promozione largamente pubblicizzata in un supermercato della zona, avevo fatto buona scorta.

Quello che mi aspettavo era una sfilza di indicazioni, anche se scritte in piccolo, per l'uso e lo smaltimento di questi oggetti. Ebbene: nulla di tutto questo.

Nessun riferimento alla presenza di gas di mercurio, se non un minuscolo Hg<4.0mg (comprensibile a tutti, scommetto), nessun riferimento all'azienda che ha costruito la lampadina e neppure da dove proviene.

C'è scritto: 'Importato da paesi Extra UE...' alla faccia della precisione...

Ma il massimo lo si raggiunge se si cerca sull'etichetta una qualsiasi indicazione su come comportarsi in caso di rottura e smaltimento. C'è scritto esattamente così: 'Le istruzioni su come pulire i resti della lampada in caso di rottura accidentale e le raccomandazioni sullo smaltimento al termine di vita sono disponibili sul sito www. greeplux.com'

Quindi, è plausibile sentirsi chiedere dalla cassiera del supermercato se disponiamo della conoscenza necessaria, di un PC e di una connessione internet prima di convalidare il nostro acquisto della lampadina.

E chi non ha questi requisiti? Non gli viene venduta la lampadina oppure che si avveleni.

Quindi, il vantaggio di una bolletta un po' più leggera vale questo rischio? (anche perché sappiamo bene che ciò che gonfia la bolletta non è l'uso di una lampadina ma di ben altri elettrodomestici:ad esempio, lasciare acceso il ferro da stiro 5 minuti in più equivale ad una settimana di uso di una lampadina...)

Ma soprattutto, è giusto che vengano taciuti in modo così palese tutti questi pericoli? è ammissibile che siano in vendita prodotti con tali indicazioni? Sull'etichetta di questa lampadina (non ce l'ho con questa marca in particolare, ma è quella che ho in casa... magari è un comportamento comune anche per tante altre marche...) si sprecano riferimenti al contributo ecologico, immagini di alberi, prati, sole... addirittura l'immagine di un impianto eolico di fianco alla marca (cosa c'entra dato che questa ditta commercializza solo lampadine. Forse che queste non funzionano se l'elettricità necessaria proviene da una centrale idroelettrica?)

Quindi, facciamo molta attenzione alle etichette degli alimentari, come è giusto che sia, ma stiamo attenti anche a potenziali altri pericoli che ci portiamo a casa nella borsa della spesa. Un avvelenamento da inalazione, spesso, non è meno pericoloso di uno da ingestione.

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