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Il Mondiale che mi piace

24/06/2014

Samaras in una azione di gioco contro la Costa D Samaras in una azione di gioco contro la Costa D'Avorio

 

Avevo scritto, qualche giorno fa, di un calciatore greco, Samaras, che era stato protagonista di un bel gesto durante i festeggiamenti per la conquista dello scudetto della sua squadra di club, il Celtic (vedi articolo qui).

Avevo detto che avrei guardato con interesse a questo giocatore nelle partite della sua nazionale.

Questa sera la Grecia si giocava il passaggio del turno in una partita decisiva contro la Costa D’Avorio.

Pur giocando bene, la Grecia sembrava essere perseguitata dalla sfortuna: due infortuni con relativa sostituzione nei primi trenta minuti e la palla che non vuole entrare (ben tre pali colpiti nel corso della partita).

Poi il vantaggio della Grecia, che solo vincendo avrebbe passato il turno. Poi, a pochi minuti dalla fine la Costa D’Avorio trova il pareggio e la Grecia è virtualmente eliminata.

Nel corso del recupero, quando la Grecia prova il tutto per tutto, ecco che Samaras trova lo spazio per calciare verso la porta avversaria dal centro dell’area. Un intervento falloso di un difensore lo fa cadere e l’arbitro concede il giusto calcio di rigore.

Sul dischetto va proprio lui, Samaras. Mancano pochi secondi alla fine della partita. Segnare quel rigore vuol dire portare la Grecia ad un risultato mai ottenuto prima, ovvero l’accesso agli ottavi di finale.

Ho sperato vivamente che Samaras segnasse quel rigore. Così è stato.

E, in questa strana giornata ci ritroviamo con un’Italia che se ne torna a casa e una Grecia che passa il turno e giocherà contro il Costa Rica che noi italiani abbiamo preso sottogamba pagandone le conseguenze che sappiamo.

Rifletto tra me e me: questi risultati sono del tutto casuali? I ricconi del calcio mondiale (Italia, Inghilterra, Spagna…) se ne tornano a casa e lasciano il palcoscenico del Mondiale a squadre con meno soldi ma più cuore.

Ma sì… è giusto che sia così! Accidenti se lo è!
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