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Alla ricerca della qualità perduta

19/12/2014

Ogni mattina, recandomi al lavoro, amo ascoltare un programma radiofonico di approfondimento giornalistico. Questa mattina si faceva qualche considerazione sul fatto che la qualità media del giornalismo è scaduta negli ultimi anni a livelli molto bassi.

Questo è certamente un riflesso negativo dell'espansione del web nella vita quotidiana.

C'è un fiorire di giornalisti improvvisati che trovano facile e comodo avere uno sbocco alla pubblicazione dei loro contenuti.

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Con la scusa che tutto è gratuito ci si accontenta di tutto. Si legge poco e di poca qualità.

Dove sono finiti i veri giornalisti che tracciano la storia di un'epoca? Biagi e Montanelli per ricordare i più recenti, senza bisogno di scomodare Sabbatucci e Vidotto che mi risultano essere fonte di studio e conoscenza della storia del secolo scorso nelle scuole secondarie.

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Cosa abbiamo oggi? Se si chiede di citare il nome di qualche giornalista in attività cosa ne esce? Probabilmente il nome di qualche conduttore televisivo, più incline al talk show che all'approfondimento giornalistico. Ma sono giornalisti questi? Prendiamo Bruno Vespa, ad esempio, strapagato conduttore televisivo (permettetemi di non definirlo giornalista) amante del buon vino e della buona tavola.

Se dovessi definirlo per le sue doti, i termini che mi saltano in mente per primi sono piaggeria e ruffianeria, il che, per un giornalista è sinceramente preoccupante.

Ma, al di là della scarsa considerazione che nutro per chi saltella agilmente sul carro del vincitore di turno (e ci ha fatto pure l'immancabile libro sotto Natale, ovviamente pubblicizzato in ogni dove grazie alla sua facilità di avvalersi dei vari programmi della televisione pubblica), ho provato ad immaginare il discorso della qualità calante anche su aspetti che mi riguardano più da vicino.

Sto ancora pensando tra me e me che anche nel campo dell'arredamento c'è una preoccupante tendenza ad accontentarsi di una sempre più bassa qualità ('l'ho pagato poco e quindi non posso pretendere molto' e con questa auto giustificazione ci riempiamo la casa di nefandezze) che aprendo la posta elettronica rimango colpito dal messaggio di un famoso negozio on line di arredi (o presunti tali) che ha come oggetto 'Ancora sconti fino al 90%...'

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Sorrido amaramente. Penso ad un piccolo portatelefono in vendita a 120 euro scontato del 90% e penso a chi (tapino e sventurato) ha eventualmente acquistato quel prodotto, quel piccolo mobile, a prezzo pieno per 1200 euro. Perché in qualche tempo e in qualche luogo quel prodotto avrà pur avuto il suo prezzo originale, altrimenti non si potrebbe parlare di sconto del 90% senza che esista un prezzo pieno. O è tutto un gioco per far leva sulla parte emozionale di incauti acquirenti?

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Alla fine cosa rimane? Un acquirente che ha acquistato un mobiletto di pessima qualità, la consolazione di non aver buttato una grande cifra (l'ho pagato poco e quindi cosa posso pretendere?) e un dubbio: 'Se io ho pagato questo mobiletto 120 euro e mi fa schifo, cosa dirà chi lo ha pagato a prezzo pieno?'

 

Arteferretto non susciterà mai in voi questi pensieri, semplicemente perché ritengo offensivo proporre ai nostri clienti sconti inverosimili e irreali per fare colpo sulla parte emotiva del cliente. Io credo che l'acquisto di un mobile non si decide in cinque minuti e che ogni cliente dovrebbe aver modo di valutare la fondatezza e veridicità di certe offerte. Non credo di essere un illuso se penso che chi visita il nostro sito non è uno stupido. Anzi, sono convinto che questo contribuisce a distinguerci da tanti altri.

Franco Ferretto

accordo
#delusioni #giornalismo #inganni #qualità