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Mobili, chitarre ed emozioni...

27/09/2015

Spesso, quando accompagno mia moglie in qualche centro commerciale non posso fare a meno di notare come ci sia, soprattutto per i locali di vendita più piccoli, un tasso di rotazione veramente preoccupante.


Vi si alternano attività commerciali che durano giusto il tempo di accumulare tali perdite da indurre ad una affrettata chiusura. Che questi tempi, economicamente parlando, siano molto tristi è un dato di fatto inconfutabile, ma averne riprova in molteplici occasioni mina notevolmente anche l’entusiasmo delle persone più intraprendenti.


L’evoluzione dei mercati e la variabilità degli scenari economici rende sempre più rara l’azienda tramandata di padre in figlio, tanto comune fino a qualche decennio fa.


Personalmente posso ritenermi molto fortunato di svolgere questo lavoro da più di 35 anni e soprattutto di avere motivo, ancora oggi, di emozionarmi ed entusiasmarmi.


Ogni tanto, una realizzazione, una soluzione, un nuovo modello destano in me quell’entusiasmo che presumo essere comune in chi realizza qualcosa di unico e frutto della propria abilità e creatività.


Il “Perché non parli?” Michelangelesco può essere un buon modo, anche se esagerato, di rendere l’idea di ciò che intendo.


Non che sia una cosa semplicissima nell’ambito dell’arredamento concepire e realizzare oggetti capaci di generare emozione ed entusiasmo e riuscirci genera in me una forte emozione.


Un paio di settimane fa, mio figlio, che per motivi di lavoro si è trasferito in un piccolo appartamento sommariamente arredato, mi ha chiesto di realizzare un mobiletto che potesse offrire utilità e funzionalità per riporvi vari oggetti e ospitare il televisore la cui visione fosse fruibile sia dal divano posto frontalmente che dal tavolo da pranzo posto lateralmente.


mobile porta tv Arteferretto


Ho pensato, quindi, ad un mobile che avesse la capienza di una credenzina e la funzionalità di un porta tv. Un’altezza adeguata e una struttura ospitante un vano per eventuali decoder o apparecchiature simili. Il tutto con una linea semplicissima, estremamente chiara per integrarsi al meglio nello stile un po’ indefinito dell’appartamento.


Ho disegnato questo mobile ispirandomi a Simon e Garfunkel.


Chi non li conosce, a parte di non sapere cosa si perde, probabilmente penserà a semisconosciuti designer o architetti di buona fama… niente di tutto ciò. Queste due persone sono semplicemente una pietra miliare nella storia della musica, essendo autori di alcuni capolavori immortali. Capolavori fatti con una chitarra acustica e voce.


Melodie e mobili Arteferretto


Ecco ciò che vale per tanti capolavori. Pochi e semplici elementi dosati in modo perfetto. La perfezione semplice.


Ecco perché anche un mobile può essere ispirato da una canzone.


Semplicità di forma, ma con stile.


Pochi elementi caratterizzanti, ma curati fino al dettaglio.


Esecuzione a regola d’arte.


L’emozione è assicurata.


E questo, dopo tanti anni di lavoro, mi dà la forza e l’entusiasmo per dare sempre il massimo.


Certi insegnamenti non si scordano, soprattutto se sono ben fondati.


Se sai fare qualcosa, fallo nel migliore dei modi, amando ciò che fai. Questo è il modo migliore per non stancarsi, demotivarsi, gettare la spugna… e trovare ogni giorno un motivo per andare avanti superando tutte le difficoltà disseminate lungo il percorso.

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